Cresce la qualità dell’olio vero nel nostro Paese, ma il Mercato non va di pari passo… Ne tanto meno il processo mai avviato, ma sempre simulato, di sdoganamento del settore. E’ molto più che una sensazione. Basta parlare con i produttori di olio vero, dalla Liguria alla Calabria passando per le Isole, per capire che se c’è qualcuno che questa crisi potrà pagarla cara e potrà pagarla tutta, sono proprio loro. Gli altri, gli industriali, quello dell’olio presunto, sguazzano nelle cisterne, inondando gli scaffali dei supermercati, mai come in questo periodo scrutati dalle massaie, sempre più portate a far la spesa con il bilancino. Volantini promozionali ricoperti di straordinarie opportunità d’acquisto, occasioni uniche di vero risparmio, offrendo l’opportunità di portare a casa una bottiglia di olio extravergine di oliva a 2,98 euro!!! Poi magari ci cuciniamo anche, eh!?
E mentre la Riserva Indiana dei produttori di olio vero si gratta la testa, dopo aver raschiato il fondo del barile, cosa fa il Ministro Zaia? Va ad Assisi, a partorire il topolino: la nuova normativa sull’etichettatura. Anziché sollecitare gli uffici ministeriali a portare finalmente a compimento una parvenza di piano olivicolo in grado di superare almeno la soglia minima della decenza, sceglie Assisi, luogo santo ben più pesante mediaticamente. Nella migliore delle ipotesi potrebbe – il Ministro - aver capito che per salvare il comparto dell’olio vero serve un Miracolo. Ma allora perchè ad Assisi non c’è andato per arginare le difficoltà legali (in alcuni casi) e di mercato (in tutti gli altri) del vino… Per quietare i produttori di latte padani? Per tutelare la crisi dei Consorzi di Tutela dei formaggi padani. A quelli ci ha pensato diversamente, Assisi non era sufficiente. I produttori del vino e del latte del nostro Paese e le loro associazioni professionali agricole non avrebbero accettato il semplice atto formale – tipo ampolla con l’acqua del Po – nella città del Santo, davanti a taccuini compiacenti e telecamere di stato. Quelli dell’olio vero invece sì… Contano ben poco in Italia…
Le lobby da tutelare nel nostro Paese sono altre… Guai a metter mano ad un piano olivicolo che possa davvero proteggere e tutelare il lavoro e la qualità delle produzioni dei piccoli. Cosa accadrà? Staranno tutti alla finestra ed il botto che corre il rischio di fare il mercato dei piccoli produttori di olio vero sarà talmente piccolo che non lo sentirà nessuno… Solo loro! Non assistiamo impotenti all’evolversi della situazione. I ristoranti – salvo quelli in mano a chi conosce il mestiere – o decidono di tirar giù la saracinesca, o pensano a tutt’altro che ad acquistare l’olio vero.
Ed a casa? Tutti quelli che la crisi l’hanno scoperta, grazie ad essa hanno reagito andando a loro volta a rispolverare pentole e padelle, libri di cucina e vecchie ricette della mamma o della nonna. Torniamo a cucinare in casa, a mangiare in cucina – tutti alla stessa ora ed ognuno al suo posto.


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